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Immigrazione, dramma sulle coste libiche. Unhcr: “600 morti in tre giorni”

repubblica.it – La portavoce Sami: “È un bollettino di guerra”. Oim: “500 vittime a largo di Malta la settimana scorsa”. Ieri un barcone con 250 persone è affondato a poche miglia da Tajoura, a est di Tripoli. Più di duemila migranti salvati nello Stretto di Sicilia

Immigrazione, dramma sulle coste libiche. Unhcr: "600 morti in tre giorni"

TRIPOLI – Un’ecatombe. “Parliamo di almeno 600 morti in tre giorni”, è la drammatica notizia che dà Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr. Un vero e proprio bollettino di guerra. Il primo naufragio è avvenuto sabato 13 settembre al largo di Malta, con un bilancio di 9 sopravvissuti e 300 dispersi. Il secondo, nello stesso giorno davanti alle coste egiziane, con 15 morti e 72 sopravvissuti. Sempre sabato, davanti alle coste della Libia, da un altro naufragio sono stati recuperati tre cadaveri e 99 sopravvissuti. Ieri, la seconda tragedia davanti alle coste libiche, con un bilancio drammatico: 45 cadaveri recuperati e 75 sopravvissuti. Infine, sempre domenica e, al largo della Libia, l’ultimo naufragio con 26 morti e 36 migranti salvati. Mentre l’Oim racconta di un altro barcone affondato mercoledì scorso a largo di Malta: “Ci sono 500 vittime”.

L’ultima tragedia di cui si ha conoscenza è avvenuta ieri. Un barcone con 250 persone a bordo è affondato al largo delle coste libiche: si teme che ci siano decine di morti. Lo ha reso noto la marina militare di Tripoli. “Al momento abbiamo salvato solo 36 persone, ci sono molti cadaveri in mare” ha detto il portavoce Ayub Qassem, precisando che la maggior parte delle vittime erano africani e che tra loro c’erano molte donne. Il naufragio è avvenuto a Tajoura, a est della capitale libica.

Un’altra tragica notizia arriva dall’Organizzazione internazionale per le Migrazioni (Oim): sarebbero circa 500 i dispersi del naufragio avvenuto mercoledì scorso a 300 miglia al largo di Malta, e a causare l’incidente sarebbero stati gli stessi trafficanti, che, da una seconda imbarcazione, avrebbero di proposito  fatto colare a picco il barcone con a bordo i migranti, con i quali era nato un violento scontro. “La maggior parte delle persone sono cadute in mare e affogate – ha riferito l’Oim – altre sono riuscite a restare a galla aggrappandosi a mezzi di fortuna”. Gli operatori dell’organizzazione in Sicilia hanno raccolto la testimonianza di due sopravvissuti, di nazionalità palestinese: due ragazzi fuggiti da Gaza e andati in Egitto a inizio settembre, soccorsi in alto mare dal mercantile panamense “Pegasus” e portati a Pozzallo sabato. Se questa storia, su cui è stata avviata un’indagine, fosse confermata, si tratterebbe del naufragio più grave degli ultimi anni, ha precisato l’organizzazione. “Altri nove superstiti sono stati tratti in salvo da navi greche o malesi ma sembra che gli altri siano tutti morti”, ha dichiarato Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim in Italia.

DOSSIER IMMIGRAZIONE

Quella di ieri è l’ennesima tragedia dell’immigrazione dal Nord Africa all’Europa. Solo quest’anno – secondo i dati dell’Unhcr – più di 2.500 persone sono annegate o scomparse tentando la traversata, di cui oltre 2.200 dall’inizio di giugno. Sono 130.000 le persone arrivate via mare in Europa dall’inizio dell’anno, più del doppio dei 60.000 registrati nel 2013. In Italia ne sono giunte oltre 118.000, la maggior parte delle quali soccorse in mare nel contesto dell’operazione navale Mare Nostrum. “È una crisi umanitaria senza precedenti”, ha commentato la Sami.

Ieri Angelina Jolie, inviata speciale dell’Unhcr, ha visitato il quarter generale del soccorso navale a Malta, assieme all’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, António Guterres. “La portata di questa crisi impone a tutti noi di svegliarci – ha detto l’attrice – c’è un legame diretto tra i conflitti in corso in Siria e altrove, e l’aumento delle morti in mare nel Mediterraneo. A meno che non si affrontino le cause profonde di questi conflitti, il numero di rifugiati destinati a morire o a non trovare protezione continuerà ad aumentare”.

Nello Stretto di Sicilia è stato un fine settimana intenso per le navi della Marina militare e le motovedette delle Capitanerie di porto: sono 2.372 i migranti soccorsi in più interventi. Il pattugliatore Borsini ha sbarcato ieri ad Augusta 493 migranti, tra loro 107 donne e 95 minori. La fregata Virginio Fasan che ha bordo 837 persone (di cui 95 donne e 149 minori) arriverà domani a Salerno. La nave Diciotti, invece, è arrivata a Brindisi con a bordo 592 migranti (78 sono le donne, 102 i minori). Il pattugliatore Orione, in tre interventi, ha recuperato 281 migranti (21 donne e 5 minori). A bordo anche il corpo senza vita di un uomo recuperato durante l’ultimo intervento.

Gli ultimi interventi oggi pomeriggio: la nave Sirio della Marina militare nel canale di Sicilia ha prestato soccorso a un’imbarcazione con numerosi migranti a bordo, tra di loro anche un neonato. Anche la nave Aliseo ha soccorso un gommone, pieno di persone.

Mare Nostrum. “Si tratta dell’ennesima strage quotidiana, una tragedia che non conosce fine” è la riflessione del viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, dopo l’affondamento del barcone al largo delle coste libiche. “Proprio stanotte – ha aggiunto – sono stato in contatto con diversi ambasciatori dei paesi del nord Africa. Accanto ai barconi che affondano dobbiamo anche calcolare le tantissime imbarcazioni che vengono soccorse dalla nostra Marina. Ormai è chiaro che dopo Mare Nostrum bisogna lavorare subito a Frontex Plus. Un punto che è una priorità della nostra agenda”. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ribadisce che “non è con un’operazione navale che si risolve un problema come l’immigrazione. Solo chi è imbecille o in malafede può pensarla in questo modo”.  Per il titolare del Viminale, “Frontex Plus sarà diversa da Mare Nostrum, sarà più vicina alle coste italiane, nello spazio Schengen, ed affermerà il principio che quella è la frontiera europea”.






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