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Crisi immigrazione europea: per ora solo trasferimenti di ingenti somme di denaro

Il programma europeo prevede il trasferimento di 160 mila persone dall’Italia e dalla Grecia verso i paesi dell’Unione Europea. I governi aderenti all’iniziativa sono affiancati dall’agenzia UNHCR per la raccolta delle informazioni personali, l’individuazione delle categorie vulnerabili come sono ad esempio i minori non accompagnati, e per sbrigare le pratiche per la determinazione dello status legale più adatto alle singole esigenze. 

Alcuni dati: nel 2015 hanno raggiunto l’Italia via mare 132 mila migranti. L’anno precedente ne erano arrivati 170 mila. Tremila persone hanno perso la vita nei viaggi della speranza.

Il Commissario europeo per gli affari dell’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, e il ministro dell’Interno Angelino Alfano erano presenti alla prima operazione e hanno accompagnato i migranti verso l’aereo in partenza per la Svezia, dove i 19 cittadini eritrei hanno parenti o conoscenti. La Svezia si dice pronta ad accogliere 150 mila richiedenti asilo da destinare tuttavia in strutture tendopoli riscaldate e non in sistemazioni ‘solide’ come invece chiede UNHCR.

Nelle prossime settimane i trasferimenti dall’Italia saranno diretti in  Germania e Olanda dove troveranno accoglienza circa cento richiedenti asilo. Le pratiche di asilo avviate in Italia saranno portate a termine nel Paese europeo di destinazione.

Per l’Italia il piano ha significato molto perchè prima venisse concordato tra i 28 Stati membri UE, gli unici strumenti a disposizione per affrontare quotidianamente l’ondata di migranti nel Paese era il trattenimento dei migranti – senza la loro identificazione -. L’alternativa era il rimpatrio di coloro che non erano eleggibili all’asilo.

L’Italia dovrebbe trasferire 24 mila migranti in due anni su base volontaria e oltre 15 mila coercitivamente. Attualmente sono centomila i migranti presenti nei centri d’accoglienza in Italia.

Nel 2014 470 mila migranti hanno ricevuto ordine di espulsione dai Paesi UE  ed è stato eseguito il 40% dei provvedimenti.

Gli aspetti finanziari del piano UE: l’Unione s’impegna a versare al Paese accogliente 6 mila euro per ciascun migrante mentre riceverà 500 euro per le spese di trasferimento di ogni singolo migrante. 

In attesa di vedere se il piano proseguirà o se ci dovremo accontentare della notizia dei 19 migranti trasferiti ieri, si apprende unicamente di trasferimenti di ingenti somme di denaro per risolvere la questione dell’immigrazione in Europa.

L’8 ottobre l’UE ha garantito 17 milioni di euro alla Serbia e alla Macedonia, anch’essi interessati dal fenomeno della massa di migranti in fuga dal Medio Oriente. L’impegno ha anticipato di un giorno la Conferenza del Balcani svoltasi il 9 ottobre in Lussemburgo.

I membri dell’Unione sono consapevoli che l’eco dell’immigrazione parta dai territori esterni all’area Schengen, destinazione ideale per la maggioranza di questi migranti e rifugiati.

È il caso della Turchia che in questi giorni sta valutando una proposta europea in materia. Ogni giorni partono da qui 5 mila migranti siriani e iracheni che rischiano tutto in un viaggio per mare a bordo di gommoni che navigano tra le isole greche. Tre milioni di rifugiati siriani vivono in Turchia. Due milioni di essi riceve aiuto dal governo, non sono riconosciuti come rifugiati ma ospiti privi dei diritti sociali di base. Ora l’UE spera che con la sua proposta finanziaria molti siriani preferiranno restare in Turchia.

Gran parte di questi profughi però dichiara di sentirsi a rischio nel Paese dove resterebbero una minoranza soggetta a ritorsioni nel fragile equilibro interno al Paese. In numerosi casi hanno parenti o amici in Europa dai quali ricevono notizie della speranza di riconoscimenti legali.

Quando si parla di immigrazione il dibattito nei luoghi pubblici in Turchia è vivace al pari di quello dei popoli europei. E come in Europa anche qui c’è forte diffidenza tra i locali che non accettano la presenza dei rifugiati per timori legati alla titolarità del lavoro.

Nella bozza rivolta alla Turchia l’UE propone anzitutto un sostegno finanziario di un miliardo di euro per due anni destinato all’accoglienza (in Turchia) di rifugiati da Siria e Iraq e al reinsediamento di coloro che già si trovano in Turchia. Quest’ultimo punto potrebbe non essere accolto dalla Turchia che con l’intensificarsi degli attacchi russi teme nuove ondate di arrivi di rifugiati dalla Siria, soprattutto dal distretto di Aleppo.

È prevista poi l’assistenza europea alla guardia costiera turca nel pattugliamento delle sue coste ritenuto inefficace dal momento che barche e gommoni partono indisturbati a qualsiasi ora del giorno. È intesa nel piano anche la lotta ai trafficanti di migranti. L’UE chiede alla Turchial’introduzione delle procedure legali per il riconoscimento dell’asilo.

La delocalizzaione in territorio turco del nodo europeo sull’immigrazione prevede poi la costruzione di estesi campi profughi che la Turchia intende come ‘zona di sicurezza’ sul confine con la Siria e non nei propri centri urbani.

Ultimo punto della bozza che attende il responso turco è la revisione o facilitazione delle procedure dei visti d’ingresso in Europa per i cittadini turchi. Questo argomento è particolarmente caro alla Turchia dopo 20 anni di fallimenti nelle trattative per la sua adesione all’UE.

fonte: http://it.ibtimes.com/crisi-immigrazione-europea-ora-solo-trasferimenti-di-ingenti-somme-di-denaro-1420173






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