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Immigrati: Boldrini, basta morti. Non serve chiudere le frontiere

(AGI) – Roma, 8 apr. – “Chi paghera’ per i morti, onorevoli Presidenti, cari colleghi? Se il nostro e’ uno Spazio di liberta’, sicurezza e giustizia, lo deve essere anche per chi ha perso la vita nel tentativo di raggiungerlo in fuga da persecuzioni, violenze, poverta’ estrema”. Lo ha affermato la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo oggi a Vilnius, in occasione della conferenza dei presidenti delle Assemblee parlamentari. “Come deve esserlo per chi sopravvive al viaggio e di sovente viene avviato allo sfruttamento nei campi agricoli, nei cantieri edili e nel mercato del sesso del nostro continente. Per porre fine al traffico ed alla tratta di esseri umani – people smuggling e trafficking – le risposte dovranno essere congiunte – ha sottolineato Boldrini – Questi reati, tra i piu’ odiosi del nostro tempo, sono infatti transfrontalieri per definizione. Ed e’ per combattere questo tipo di crimini che l’Unione europea, tra i molti progressi conseguiti in questo campo, ha saputo dotarsi di una Direttiva sulla tratta e, piu’ in generale, di una cooperazione giudiziaria rafforzata”. “Il ‘burden-sharing’ – la suddivisione degli oneri tra i Paesi membri – di cui ritengo ci sia piu’ bisogno deve essere dunque quello teso a salvare vite umane – ha spiegato Boldrini – Il Canale di Sicilia, come anche il Mar Egeo ed il Mar Ionio, oppure il Mediterraneo occidentale, non sono le frontiere di pochi Paesi rivieraschi. Sono le frontiere dell’Europa. Dovremo dunque rafforzare le azioni congiunte relative alla ricerca ed al soccorso, come auspicato dalla Taskforce per il Mediterraneo istituita dalla Commissione europea, e garantire l’assoluta inviolabilita’ del principio di non-respingimento – il non-refoulement di richiedenti asilo e rifugiati – anche nel quadro delle operazioni marittime di FRONTEX, come enunciato nella bozza di Regolamento dell’Agenzia attualmente in via di approvazione da parte del Parlamento europeo”. “Non e’ chiudendo o ‘difendendo’ le frontiere – come afferma qualcuno per ottenere facili consensi – che fermeremo i flussi migratori – ha scandito la terza carica dello Stato – Per gestirli meglio, sara’ invece necessario, in maniera bilaterale ed attraverso l’azione esterna dell’Unione, affrontare con maggiore efficacia le cause profonde di questi movimenti di persone”. “Per evitare che le persone rischino di perdere la vita in mare – ha ancora osservato Boldrini – dovremmo inoltre prendere in considerazione anche altre proposte lanciate dall’esecutivo europeo e da alcuni rappresentanti delle istituzioni nazionali, come quella di permettere a chi fugge da violenze e persecuzioni di presentare domanda d’asilo presso le rappresentanze diplomatiche dei Paesi UE negli Stati di transito, in modo da scongiurare i viaggi, spesso mortali, per raggiungere l’Europa. Come richiesto sia dalla Commissione europea che dalle organizzazioni internazionali, dovremmo poi rafforzare le politiche di reinsediamento – il ‘resettlement’ – attraverso le quali i rifugiati, con l’ausilio delle agenzie multilaterali, vengono trasferiti dai Paesi di prima accoglienza – dove si trova, va ricordato, la maggior parte degli sfollati forzati al mondo – ai vari Stati destinatari. Nel 2012, dei circa 70mila rifugiati accolti in Paesi terzi tramite il programma di reinsediamento dell’Agenzia ONU per i Rifugiati, solo 4.400 sono giunti nell’Unione Europea; e’ chiaro che dobbiamo fare di piu'”.

“Molto spesso si dimentica una delle maggiori novita’ apportate dal Trattato di Lisbona: all’Articolo 3, nell’elencare le varie missioni istituzionali e gli obiettivi generali dell’azione dell’Unione europea, si colloca al primo posto – dopo la tutela della pace e del benessere dei popoli europei – la creazione di uno Spazio di liberta’, sicurezza e giustizia. Soltanto nei paragrafi successivi si richiamano gli obiettivi dell’istituzione del mercato interno, della crescita economica e della stabilita’ dei prezzi. Eppure – come abbiamo avuto modo di convenire a Roma – l’Unione europea, sotto l’incalzare della crisi economico-finanziaria degli ultimi anni, ha approvato una serie di decisioni allo scopo di garantire la sostenibilita’ delle finanze pubbliche e private, senza valutarne appieno l’impatto in termini sociali”. “Si ha l’impressione – ha osservato Boldrini – che l’Unione europea non sempre abbia colto appieno la centralita’ degli obiettivi stabiliti all’Articolo 3, obiettivi che richiamano i valori fondanti dell’Unione europea: rispetto della dignita’ umana, della liberta’, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani, con particolare riguardo alle minoranze, alla tutela del pluralismo ed alla non discriminazione. Ritengo che il 2014 – l’anno in cui l’Italia sara’ nuovamente chiamata a ricoprire la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea – sia l’anno in cui si debba imprimere una svolta nella direzione indicata dall’Articolo 3.
Poi agendo con determinazione per far si’ che i diritti fondamentali – tutti i diritti fondamentali – vengano rispettati nei Paesi dell’Unione europea, attraverso meccanismi di monitoraggio e sanzionatori rapidi ed efficaci. Non possiamo piu’ permetterci di essere accusati di utilizzare due pesi e due misure”. Ha concluso Boldrini: “Il 2014, infine, e’ l’anno in cui terminera’ il cosiddetto periodo transitorio istituito dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Dal gennaio del 2015, anche alle materie attinenti allo Spazio di liberta’, sicurezza e giustizia verra’ applicata la procedura legislativa ordinaria, rafforzando dunque il ruolo ed i poteri del Parlamento europeo e, attraverso le disposizioni sulla sussidiarieta’, quelli dei Parlamenti nazionali. Dunque, cari colleghi, spetta anche a noi far si’ che l’Europa non solo consolidi i traguardi raggiunti finora per quanto riguarda lo Spazio di liberta’, sicurezza e giustizia, ma che sappia andare oltre, restituendo al nostro continente il primato mondiale nella tutela dei diritti fondamentali e dello stato di diritto”. (AGI) .






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