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Ucciso Aden Koronto, ex capo della sicurezza di Siad Barre

Shukri Said – Blog Primavera Africana – Come nella Roma dei tempi dei Borgia, oggi in Somalia tradimenti e uccisioni sono all’ordine del giorno per la conquista del potere senza che nessun beneficio ricada sul popolo. _45191521_kenya_elwak_226_1008L’ultimo complotto si è consumato a El Wak (Il pozzo Wak), cittadina al centro della ricca savana della Somalia meridionale posta esattamente sul confine col Kenya, nella Regione di Gedo. Qui si era stabilito, con circa 300 militari del Governo Federale somalo, il Comandante Aden Mohamed Wais, detto Aden Koronto, molto noto e stimato in tutto il paese per essere stato il capo della sicurezza personale del Presidente Siad Barre: a Villa Somalia si doveva passare prima dal suo ufficio per incontrare il Presidente. La stima su di lui si era accresciuta perché, allo scoppio della guerra civile del 1991, per avendone la possibilità, non aveva mai abbandonato la patria ed anzi, con i suoi uomini, aveva arginato l’espansione dei Signori della Guerra verso il sud del paese dove si era rifugiato.

Le qualità umane e militari di Aden Koronto si erano manifestate anche recentemente, a livello internazionale, quando il terrorista Ahmed Ismail Hersi Zakariya aveva scelto di arrendersi a lui che, a sua volta, l’ha poi consegnato al Governo Federale di Mogadiscio sottraendolo ai gerarchi di Gedo che volevano invece venderlo al Kenya che lo pretendeva ad ogni costo. Gli USA avevano apprezzato la sua lealtà e professionalità promettendogli migliori equipaggiamenti per i suoi uomini.

Aden Mohamed Wais, Aden Koronto

Aden Mohamed Wais, Aden Koronto al centro affianco a Siad Barre a destra. A sinistra Omar Arte Qalib

Il timore di un simile rafforzamento e la vendetta per la defezione di  Zakariya sono alla base dell’agguato che è costato la vita a Aden Koronto e a cinque dei suoi più stretti collaboratori alcuni giorni fa. Si è trattato di un’operazione da incursori ben addestrati ed organizzata nei minimi dettagli.

Il commando era composto da Al Shabab travestiti da soldati kenioti che sono giunti ad El Wak a bordo di quei blindati con le insegne dell’AMISON sottratti al Kenya in occasione del famoso attacco a El Adde dello scorso 15 gennaio e costato la vita a centoquaranta militari kenioti.

L’energia elettrica, e con essa le comunicazioni, era stata tagliata circa un’ora prima. I terroristi si sono presentati all’ingresso della caserma di El Wak riservato ai rifornimenti logistici di AMISOM e, una volta penetrati all’interno, hanno inseguito Aden Koronto e i suoi vertici uccidendoli, ma senza uccidere nessun altro delle sue truppe. Eseguiti gli omicidi mirati, gli Al Shabab hanno lasciato El Wak e dopo qualche ora è tornata l’energia elettrica.

La morte di Aden Koronto ha suscitato costernazione fra molti somali, ma non fra tutti.

Una settimana prima dell’agguato una delegazione dell’Amministrazione provvisoria del Jubaland, guidata dal Vicepresidente Mohamud Sayid Aden, dal Ministro della sicurezza Abdirashid Janan e dal suo Vice Mohamed Abdi Kalil, accompagnati dal Col. Abbas Gurey,  aveva cercato invano di convincere Aden Koronto a confluire, con le sue truppe, sotto il Presidente Ahemd Madobe. I familiari, da noi interpellati, riferiscono che al termine dell’incontro, Aden Koronto è stato minacciato di morte.

Il Kenya e l’Etiopia vedono con la morte di Aden Koronto venir meno un ostacolo alle loro mire di influenzare le vicende somale nell’area centro meridionale.

Non è un caso se, proprio due giorni fa, il Ministro delle poste e comunicazioni somalo Mohamed Jama Mursal Gelle, è stato preso a pugni in un albergo di Nairobi da Farah Moalim, ex vicepresidente del parlamento keniota. Pur appartenendo entrambi al medesimo clan di Ahmed Madobe, il Ministro è legato al Gen. Gabre, deus ex machina dell’Etiopia in Somalia, mentre l’ex Presidente del Parlamento keniota è stato eletto nel seggio di Garissa che confina con la regione somala di Gedo. Entrambi sostengono la presidenza di Ahmed Madobe nell’Amministrazione Provvisoria del Jubaland, ma da due prospettive geopolitiche diverse. Motivo della disputa è stata proprio la supremazia per la gestione dell’area già sotto l’influenza di Aden Koronto.

https://youtu.be/rMADUtU5Qck






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